Torino: nasce lo sportello che aiuta i disabili a trovare un lavoro

Secondo l’Istat solo il 20% dei disabili con patologie gravi accede al mondo del lavoro, il 12,6% cerca attivamente mentre il 23% ha abbandonato o ha rinunciato all’idea di avere un’occupazione. Dati e percentuali che dimostrano quanto sia necessario incrementare iniziative per creare una cultura dell’inclusione lavorativa delle cosiddette “categorie protette”.

Si tratta di un tema sentito anche sul territorio della provincia di Torino, dove gli iscritti alle liste di collocamento mirato sono 3.486 lavoratori con disabilità.

Per rispondere a questa esigenza il Centro Servizi per il Volontariato Vol.To e l’agenzia del lavoro Synergie hanno aperto uno sportello per favorire l’inserimento e l’integrazione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, in ottemperanza della legge 68/99.

Nella città metropolitana di Torino, si tratta del primo sportello di questo tipo e sarà aperto su appuntamento due giorni a settimana (lunedì dalle 9 alle 13, venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18).

Il servizio rappresenta un punto di incontro tra due esigenze diverse ma complementari. Da un lato i lavoratori iscritti alle categorie protette, che potranno usufruire di un servizio di consulenza “sensibile” e personalizzata, per creare un buon curriculum vitae, imparare ad affrontare un colloquio, capire quali sono le specifiche caratteristiche e potenzialità da offrire a livello occupazionale, anche in base alle posizioni aperte nelle aziende.

Dall’altro i datori di lavoro troveranno nello sportello ospitato nella sede di Vol.To (via Giolitti 21 a Torino) e gestito da Synergie, personale adatto alle necessità e preparato sul tema dell’inserimento lavorativo di categorie protette. Dal 2018 infatti, per effetto del Jobs Act, le aziende pagheranno una sanzione amministrativa pari a euro 153,20 al giorno – contro i 63 precedenti – se non ottemperano agli obblighi di assunzione del lavoratore disabile: pagare e far finta di niente, per non affrontare un potenziale problema, non è più conveniente.

“A noi piace dare risposte concrete alle necessità delle persone in difficoltà, come in questo caso, perché mettiamo in contatto diretto le potenzialità di un singolo lavoratore con le richieste specifiche di una singola azienda” commenta il presidente del CSV Silvio Magliano. Questo è il classico argomento su cui si sprecano fiumi di parole e di buoni propositi, ma poi è meglio pagare una multa che accollarsi una situazione vissuta come problematica. Noi vogliamo superare questa mentalità rinunciataria, e nel contempo vogliamo che le persone in difficoltà escano da una mentalità assistenzialista”.

Fonte: www.redattoresociale.it

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