Quanto sanno i bambini della disabilità nel Sud del mondo?

Lo avevamo già trovato tra i personaggi del giornalino «Occhialino» e ora il piccolo rinoceronte volontario Cibì è il protagonista di numerose avventure, nella serie animata intitolata appunto Le avventure di Cibì, presentata a fine novembre a Milano e della quale sono già visibili nel sito internet dedicato le prime due puntate.

È questa la sostanza del nuovo progetto di CBM Italia, la componente nazionale dell’organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella prevenzione e nella cura della cecità e della disabilità nei Paesi del Sud del mondo, ovvero di un cartone animato che, con linguaggio allegro e originale, prova ad avvicinare i più piccoli ai valori di solidarietà, inclusione ed empatia nei confronti del prossimo, soprattutto dei loro coetanei con disabilità che vivono in altre parti del mondo.
Protagonista della serie di dieci puntate (2 minuti e mezzo ciascuna) – realizzata dalla casa di produzione MagaAnimation e ambientato di volta in volta in uno dei Paesi di Africa, Asia e America Latina in cui lavora CBM – è, come detto, il rinoceronte Cibì, operatore sul campo, che insieme alla sua squadra di cinque amici-aiutanti vive in ogni episodio l’avventura di portare aiuto a qualcuno in difficoltà: costruisce una strada accessibile per un bambino in carrozzina, dona un paio di occhiali da vista a un bambino che non vede, insegna ai bambini a lavarsi le mani per evitare le infezioni.

Il tutto nasce dai risultati della ricerca I bambini e la disabilità nel Sud del mondo, condotta dall’Istituto AstraRicerche su un migliaio di bambini delle classi primarie di Milano e Provincia, per comprendere quanto essi conoscano le grandi differenze tra le persone che vivono nelle diverse parti del mondo. Cosa sanno dei Paesi del Sud del mondo? Quali sono le parole giuste per raccontare loro temi complessi come la disabilità e la povertà?
Ebbene, secondo tale ricerca, nove bambini su dieci sono a conoscenza delle difficili condizioni di vita dei coetanei nei Paesi del Sud del mondo e sia che ne sappiano già molto o poco, sia che ne parlino in famiglia (spesso secondo il 18,1%, ma mai per il 24.4%), due su tre vorrebbero avere maggiori informazioni attraverso cartoni animati e animazioni.
«I bambini – dichiara a tal proposito Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta – sono affamati di esperienze educative in cui si impari il “saper essere”. Un “saper essere” orientato ai valori dell’inclusione e della solidarietà attraverso progetti capaci di promuovere sensibilità, empatia, attenzione consapevole verso “l’altro”, inteso come il proprio compagno di banco, ma anche l’altro che non incontrerò mai, il cui destino dipende anche da me».

Con questa iniziativa, dunque, CBM Italia raccoglie la sfida di raccontare temi importanti attraverso l’immediatezza comunicativa propria del cartone animato, in grado di stimolare e coinvolgere la fantasia dei bambini. L’iniziativa, per altro, non è certo la prima del genere promossa dalla stessa CBM, inserendosi anzi sulla strada del progetto Apriamo gli occhi, del già citato giornalino «Occhiolino» e del Club Amici di Cibì.
«Con questi nostri progetti di sensibilizzazione rivolti ai bambini in Italia – spiega Massimo Maggio, direttore di CBM Italia – vogliamo creare un ponte tra loro e quelli che aiutiamo nei Paesi più poveri del mondo e lo facciamo con la leggerezza e la freschezza proprie dei bambini stessi. Questo per far sì che valori quali la solidarietà, l’inclusione e la capacità di volgere lo sguardo oltre la propria realtà vengano coltivati fin da piccoli. Sono infatti i bambini gli adulti di domani, e nelle loro mani è il loro e il nostro futuro».

L’organizzazione CBM, va ricordato in conclusione, è attiva dal 1908 ed è composta da undici Associazioni Nazionali (Australia, Canada, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Sudafrica, Svizzera), che insieme sostengono progetti e interventi di tipo medico, educativo e di sviluppo. Dal 1989 CBM è partner dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nella lotta contro la cecità prevenibile e la sordità e nell’ultimo anno ha raggiunto 28,3 milioni di persone, attraverso 628 progetti in 59 Paesi di tutto il mondo.

Fonte: www.redattoresociale.it

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