Il Piemonte apre la vita indipendente alla disabilità intellettiva

«Auspichiamo che questo importante atto normativo della Regione sia l’inizio di un percorso verso l’inclusione delle persone con disabilità, anche intellettiva, nella società, attraverso la realizzazione di progetti di vita adulta, per l’annullamento di ogni forma di segregazione e isolamento»: così il Comitato Legge 162 Piemonte commenta la mozione approvata dal Consiglio Regionale del Piemonte, che chiede di aggiornare le attuali Linee Guida per i progetti di vita indipendente in tale Regione, inserendo in esse la possibilità di accesso per le persone con disabilità intellettiva

A segnalare una buona notizia è ilComitato Legge 162 Piemonte, movimento di persone con disabilità e familiari, riferendosi alla mozione approvata nei giorni scorsi dal Consiglio Regionale del Piemonte, con la quale si è chiesto di aggiornare le Linee Guida che attualmente disciplinano i progetti di vita indipendente in tale Regione (definite nove anni fa dalla Deliberazione di Giunta Regionalen. 48-9266 del 21 luglio 2008), inserendo in esse la possibilità di accesso per le persone con disabilità intellettiva.
«Quella mozione – spiega Claudio Gilardi, presidente del Comitato Legge 162 Piemonte – impegna la Giunta Regionale piemontese a modificare l’approccio che l’Ente ha avuto fino ad oggi rispetto ai progetti di “vita indipendente” e “percorsi personalizzati” riferiti alle persone con disabilità, affinché anche le persone con una disabilità intellettiva possano accedere ai progetti di “vita indipendente”, finora riservati alle persone con disabilità motoria, e iniziare una sperimentazione sul territorio che preveda dei percorsi personalizzati di assistenza, definiti sulle esigenze e aspirazioni del beneficiario, nonché progettati insieme al suo ambiente familiare».

Il testo della mozione appare in linea con le punte più avanzate della normativa internazionale e nazionale in materia, e in particolare con il II Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, approvato all’inizio di ottobre, programma che contiene una serie di indicazioni cogenti per il trasferimento dei principi di esso alle pratiche concrete.
«In quel Programma – sottolinea infatti Gilardi – si afferma che “le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, sulla base di eguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione abitativa”. E questo è un principio cardine di ogni moderna democrazia, ovvero il rispetto delle libertà personali del cittadino, che diventa criterio ispiratore delle politiche sulla disabilità senza preclusioni di sorta».

«Il nostro Comitato – conclude Gilardi – auspica che questo importante atto normativo della Regione sia l’inizio di un percorso verso l’inclusione delle persone con disabilità, anche intellettiva, nella società, attraverso la realizzazione di progetti di vita adulta, per l’annullamento di ogni forma di segregazione e isolamento».

Fonte: www.superando.it

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