Rifugiati con disabilità, appello di Edf: “Unhcr cooperi con le associazioni”

La disabilità crea una difficoltà in più nel percorso migratorio: dalle barriere architettoniche a quelle sanitarie, dalle difficoltà di comunicazione alla necessità di assistenza, maggiori sono i rischi di discriminazione. Per questo, Edf chiede a Unhcr di “cooperare con le organizzazioni delle persone con disabilità”

34ROMA – Fuggire dal proprio paese per “migrare” in una terra lontana non è facile per nessuno, ma per chi ha una disabilità le difficoltà e i rischi aumentano, così come la paura e il rischio di incontrare ostacoli, spesso molto difficili da superare. E’ proprio su questa categoria di migranti particolarmente “invisibili” che Edf, il Forum europeo disabilità, richiama l’attenzione, lanciando un appello: l’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, collabori e cooperi con le associazioni e le organizzazioni delle persone con disabilità in tutto il mondo, per dar euna risposta sinergica e strutturale ai bisogni di questi migranti particolarmente vulnerabili. “I rifugiati e i richiedenti asilo con disabilità rappresentano un gruppo invisibile di individui che sono costretti a lasciare i loro paesi in situazioni fortemente svantaggiate – spiega il Forum -. Oltre alla sfida per sopravvivere al viaggio, i rifugiati e i richiedenti asilo con disabilità incontrano numerose barriere, nel momento in mentre sono ospitati nei centri di accoglienza. Le donne, i bambini, i minori non accompagnati e le persone anziane con disabilità rischiano maggiormente di essere discriminati o esclusi dal ricevere un sostegno adeguato”.

Oltre a incontrare barriere fisiche nel sistema dell’accoglienza e dell’assistenza, oltre alle difficoltà di ricevere le terapie e i sostegni di cui hanno bisogno in virtù della propria condizioni, queste persone possono trovare problematico lo stesso “processo di richiesta di asilo”, soprattutto in caso di disabilità intellettiva,quando più complicato è “rispondere alle interviste e raccogliere le informazioni necessarie per dimostrare la propria condizione. I rifugiati con problemi sensoriali o fisici poi – continua Edf – possono aver bisogno di assistenza per comunicare o per superare le barriere architettoniche”.

Consapevole di queste criticità, “Edf ha più volte invitato l’Unione europea e i suoi Stati membri a rispondere alla crisi migratoria con un approccio basato sui diritti umani, che metta in primo piano la vita delle persone. L’Ue – spiega ancora il network – dovrebbe affrontare la situazione della migrazione fornendo un quadro che sia in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con e la Convenzione sui rifugiati del 1951. La prima, in particolare, nell’articolo 11, contiene una disposizione specifica relativa alle situazioni di rischio e alle emergenze umanitarie”. Soprattutto, l’Edf “ritiene fondamentale la cooperazione dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) con le organizzazioni delle persone con disabilità, al fine di trovare insieme strategie per promuovere e proteggere i diritti dei rifugiati e richiedenti asilo con disabilità”.

Fonte: www.superabile.it

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