Disabilità Sul Web: Buon Gusto O Strumentalizzazione?

Da qualche anno, i diversamente abili non si nascondono più come succedeva in passato: c’è ancora chi si vergogna della propria fisicità ma la percentuale è diminuita notevolmente, soprattutto da quando anche in Italia sta prendendo piede il “fenomeno” dei motivatori disabili, come li chiamano tutti piuttosto che definirli persone che hanno trovato un equilibrio con loro stessi, tanto da voler portare un messaggio di speranza a chi ancora cerca la propria strada  usando il mezzo di comunicazione più immediato oggigiorno: i social network.

disabled-signDue personalità che, in Italia, stanno lasciando un forte segno con i loro progetti a favore dei ragazzi diversamente abili, e non solo, sono: Massimiliano Sechi e Iacopo Melio . C’è chi come loro tende a valorizzare la disabilità in quanto punto di forza e non una condizione di cui avere timore o addirittura un senso di “pena”, semmai di ammirazione. Come la fotografa Micaela Zuliani , che attraverso il suo progetto “Boudoir Disability“, ha aperto una nuova frontiera per la fotografia: tutte le donne possono finalmente sentirsi belle ed esprimere la loro sensualità che spesso rimane per pudore solo dentro di sé.

Questo progetto mira a sensibilizzare tutti sul fatto concreto che non ci debba essere un divisorio, una differenza, tra una ragazza normodotata e una disabile. Quelli che l’occhio umano percepisce come “difetto fisico” è un dettaglio che visto in foto, (questo tipo di foto che trascendono dal volgare), come un valore aggiunto di una bellezza non solo interiore.

I punti descritti rientrano nei messaggi positivi, di buon gusto da cui trarre ispirazione, insegnamenti, una visione diversa della propria vita, del proprio pensiero sulla disabilità perché bisogna davvero viverla da vicino la disabilità per accorgersi di quanto la diversità non sia solo un concetto relativo. Però esiste l’altra faccia della medaglia. Quelli che cercano di usare la disabiltà come strumentazione di un qualcosa che si percepisce nel mondo sbagliato agli occhi di chi legge, allontanatevi da quelle realtà dove associate alla foto di persone con disabilità leggete didascalie come queste: “Se hai un cuore condividi” ” Nessuno ci condividerà perché siamo disabili” . Queste pagine mirano solamente al like compulsivo ad un accrescimento mediatico delle stesse.

Fonte: Ultimavoce.it

 

 

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