Jump! E la disabilità fa Bingo!

La rubrica di Claudio Imprudente. Una bella tavolozza colorata che amplia il discorso sulla diversità a molte altre sfaccettature e che ci spinge a intendere la parola “margine” come una parola complessa.

27 febbraio 2017

Jump-OltreAvete mai giocato a Bingo? Beh, c’è un ragazzo di poco più di vent’anni, disabile, strabico e gay che in questi giorni ha davvero fatto Bingo!Ironia a parte, sto parlando della divertente e interessante storia del giovane Giuseppe, protagonista, insieme agli attori dell’Associazione Nahia e di Daniele Gattano, di un video che sta diventando virale sui social nel mondo LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) e non solo.

Con freschezza, sincerità e un po’ di tenero impaccio Giuseppe ci racconta il mondo degli incontri della comunità gay, di come cioè per un ragazzo con disabilità, già di per sé etichettabile come diverso, sia possibile conoscere potenziali partner capaci di accettare o meno la sua carrozzina e le sue caratteristiche fisiche.

Giuseppe e i suoi interlocutori ce ne parlano senza peli sulla lingua, “puntando al top”, come dichiara il ragazzo, e improvvisando con noi l’entrata in una chat di appuntamenti.

Disabile, strabico e gay. Da zero a dieci secondo voi quante possibilità ha uno così di “rimorchiare”? Si capisce subito, raccontano i ragazzi.

“Quando entra in campo la disabilità di solito chi è dall’altra parte si irrigidisce”- afferma Giuseppe.

“Ah sì?” –risponde Daniele- “Proviamo subito a verificarlo” e così si butta on line, fingendosi disabile all’interno della stessa chat…

Alla fine Daniele riesce, nonostante tutto, ad ottenere un appuntamento. “Il bello però viene dopo -incalza Giuseppe- quando la persona ti vede in faccia e tocca con mano la tua disabilità”.

Quello che ci dice Giuseppe è senza dubbio frutto di un’esperienza, anche se, lo ammetto, mi è scappato un sorriso ad ascoltarlo, perché ciò che è stato descritto, vent’anni a parte, vale nel bene e nel male un po’ per tutti. Si può benissimo essere rifiutati senza essere né strabici, né disabili, né gay, fa parte delle regole del gioco! Non è mica facile trovare la persona giusta!

Ognuno d’altronde ha i suoi gusti e se c’è un aspetto interessante in questo video è che la questione non si ferma al diritto del disabile di rivendicare la propria omosessualità o ad essere apprezzato per quello che è ma il valore di ogni persona così com’è con le sue caratteristiche fisiche ma anche le sue preferenze, proprio come quelli di Giuseppe, che tra Chris Martin, il famoso cantante dei Coldplay,e la pancetta di Di Battista sceglierebbe la seconda, destando la comica riprovazione degli amici.

La bella testimonianza di Giuseppe, Daniele e gli attori di Nahia non nasce tuttavia per rappresentare le esigenze di un singolo ma fa parte della comunicazione di un progetto più ampio chiamato Jump, il primo gruppo per persone omosessuali con disabilità nato a Bologna nel 2015 sotto la guida di Pierluigi Lenzi e che mantiene ancora oggi un proprio spazio alla Biblioteca del Cassero.

Jump significa “salto “ e qui “rappresenta logicamente un salto metaforico” racconta Lenzi. “Non si vuole creare una minoranza nella minoranza” –continua il fondatore- “ma un supporto tra pari verso tutta Italia”

Che dire, una bella tavolozza colorata che amplia il discorso sulla diversità a molte altre sfaccettature e che ci spinge a intendere la parola “margine” come una parola complessa, fatta non di etichette ma di individui originali ognuno con la propria storia.

Così, mentre sorseggio a tavolino uno spritz e mi guardo intorno mi chiedo e se qualcuno incontrasse su una chat una disabile, strabica, gay, nera ed ebrea…Che cosa succederebbe?

Fonte: Superabile.it

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