Gli artisti disabili dello Psico Ballet portano il sogno al Festival di Carpi

La compagnia spagnola che integra danzatori con e senza patologie o limitazioni sensoriali mette in scena lo spettacolo (pluripremiato) «Un mare di sogni»

597Tutta la bellezza della differenza, in uno scenario che rivendica la necessità dell’integrazione. Con gli «stessi ritmi e il medesimo linguaggio, ma con caratteristiche diverse». È così che si descrive la Fondazione Psico Ballet Maite León, una compagnia di danza madrilena formata anche da artisti disabili che mercoledì 25 maggio alle 21 sarà al Teatro Comunale di Carpi (Modena) all’interno del Festival internazionale delle Abilità differenti. I ballerini saliranno sul palco per uno spettacolo multidisciplinare sui ritmi della tradizione spagnola insieme alla compagnia di musica FlamenQueVive di Bologna. Porteranno in scena la ricchezza degli oceani in “Un mare di sogni”, una pièce dove anemoni, ostriche, pesci e alghe trasporteranno lo spettatore in un mondo di luci e suoni che evocano la tranquillità e la complessità dei fondali: «un mare vivido, colorato, scivoloso, muto e sonoro» allo stesso tempo. Lo spettacolo ha già calcato le scene di mezza Europa, ottenuto numerosi riconoscimenti ed è stato visto da più di 10mila spettatori.

Una realtà che punta al professionismo

La Fondazione Psico Ballet Maite León, che ha sede a Madrid, lavora dal 1980 nel campo della formazione artistica anche di persone con disabilità fisiche, mentali o sensoriali. Creata da Maite Leòn, danzatrice, coreografa e madre di una ragazza con problemi cognitivi, la fondazione è diventata una Ong composta da ballerini disabili e non. Nel 2012 ha dato vita a Fritsch, una compagnia professionale di teatro-danza integrata che si muove per il riconoscimento delle capacità e della bravura dei suoi danzatori indipendentemente dalle etichette “Down”, “autistico”, “cieco”, “sordo”, eccetera.

Visibilità al binomio tra arte e disabilità

Il Festival delle Abilità differenti – una manifestazione organizzata dalla cooperativa sociale Nazareno per dare visibilità alle esperienze artistiche delle persone disabili e alla sua diciottesima edizione -, proseguirà venerdì 27 maggio al cinema Space City di Carpi con il film “Il figlio della luna” di Gianfranco Albano, basato sulla storia vera di Fulvio Frisone, nato con tetraplegia spastica distonica e attualmente affermato scienziato nell’ambito della fisica (alla proiezione seguirà il dibattito con il regista), mentre sabato 28 maggio si sposterà a Bologna, accompagnato da laboratori pomeridiani nel parco di Casa Mantovani (una comunità terapeutica che accoglie persone con disturbo mentale) e da una serata musicale con la Junior Big Band e la Youth Music Ensemble. Anche il festival emiliano, così come la fondazione spagnola, ragiona sul concetto di bellezza: il tema di quest’anno, infatti, intitolato “Differenti perché unici”, è incentrato sulla bellezza che nasce dalla fragilità e porta con sé la speranza.

Fonte: www.corriere.it

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